Convegno 2026

Nel brano evangelico una comunità si organizza per portare il sofferente alle sorgenti della guarigione fisica e spirituale. Quattro persone superano ogni ostacolo, fino a scoperchiare il tetto pur di raggiungere il loro obiettivo. L’incontro con Gesù cambia la storia di quelle persone. Non solo del guarito. Sulla scia di quel miracoloso evento le odierne comunità cristiane si fanno carico di chi è solo, sofferente, vulnerabile, indifeso o stigmatizzato per portare guarigione, cura e consolazione. Rinforzati dalle parole del Santo Padre, Leone XIV, nel suo Messaggio per la XXXIV Giornata Mondiale del Malato: “Nell’Esortazione apostolica Dilexi te non solo ho fatto riferimento alla cura dei malati come a una «parte importante» della missione della Chiesa, ma come a un’autentica «azione ecclesiale»”. Il Convegno nazionale si ispira al racconto del paralitico guarito per riflettere sulle dimensioni comunitarie, ecclesiali e civili, della cura e sul ruolo che l’attenzione pastorale può suscitare nel mondo della salute.

L’IMMAGINE DEL CONVEGNO

L’immagine stilizzata rimanda direttamente al brano evangelico illustrato dal titolo.
Le forme allungate e geometriche conferiscono a tutta la scena un senso di slancio e di tensione verso l’alto.
Il fulcro della composizione è la verticale che parte dalla figura centrale di Gesù per poi allungarsi verso l’allettato e giungere quindi alla luce che risplende dal tetto scoperchiato, simbolo dell’opera sanante compiuta.
Il movimento reciproco delle braccia di Gesù e del malato sottolinea ancora di più tale prospettiva, mentre le funi del lettuccio oltrepassano il margine superiore rinforzando l’idea del movimento.
Il punto di fuga centrale, evidenziato dalle linee superiori e dalla via posta centralmente sotto la figura di Cristo, conferisce a tutta la composizione profondità e senso di progressione.
Le figure ai lati della scena – stilizzate in modo dinamico – compartecipano attivamente all’azione guaritrice. Pur rispettando la centralità di Gesù, esse risultano presenti come testimoni attivi e solleciti del miracolo.

Share This